Manu (Staff) • 13 marzo 2013

Il nostro primo mese australiano

E' già trascorso un mese dal nostro arrivo a Melbourne e... finalmente... possiamo iniziare a raccontarvi le nostre prime impressioni.

C'è una parola chiave che riassume tutto: RELAX

Lo stile di vita

Come abbiamo già accennato, i ritmi australiani sono davvero davvero, ma davvero lenti. Ad esempio, se vi trovate in un negozio e avete davanti tre persone, dovete mettere in contro di passare in coda i prossimi 45 minuti! Si, avete letto bene, 45 minuti, oppure tre quarti d'ora! Potete girarla come volete, ma il risultato non cambia! E se mentre siete in coda... e ovviamente la fila aumenta... la commessa non fa nulla per accelerare il ritmo. Purtroppo questo atteggiamento è comune in tutti i negozi della città.

E' poco più di un mese che siamo nel nuovo paese e non abbiamo ancora visto persone di fretta. Vorrei far notare che Melbourne è la capitale finanziaria... ma in ogni caso... all'ora di punta (con precisione alle 17:00 in punto, non un minuto di più!) si vede una fiumara di gente che, con calma imbarazzante, si dirige verso la stazione principale.

Gli orari di apertura dei negozi e degli uffici sono ben diversi, alle 16:00 o al massimo alle 17:00 tutto chiude. Non vi dico cosa vuol dire trovarsi in giro alle 17:15, con un sole estivo sulla testa e tutto attorno chiuso. Fortunatamente i due supermercati principali (non centri commerciali, attenzione, ma semplicemente supermercati, come la nostra Coop per intenderci), chiudono alle 23:00.

Non solo da cliente, ma anche da lavoratrice, posso confermare, che anche nei posti di lavoro non esiste la fretta.

C'è tutt'altra atmosfera e... a parte la soddisfazione di lavorare per più del doppio  dello stipendio italiano, ad ogni fine giornata il datore di lavoro ti saluta ringraziandoti del lavoro svolto e facendoti i complimenti! Come a Milano no?

Nei miei primi giorni sono stata anche "ripresa" di voler fare tutto subito! La mia "cazziata" è stata: No rush Manuela (senza fretta).

Il tempo libero

Se partiamo con il presupposto che in Australia, mediamente, lavorano tutti part time... il tempo libero occupa la maggior parte delle ore settimanali.

L' "hobby" più amato è sicuramente il barbecue. Ogni condominio ha la propria aria dedicata e in ogni parco è possibile trovare delle griglie elettriche... messe a disposizione per tutti, ma soprattutto... e contro ogni previsione... sono gratuite! Basta portare tutto il necessario per grigliare... e la cena è servita!

Il nostro menù è ben diverso da quello locale. Noi cuciniamo hamburger, bistecche, pannocchie, salsicce... accompagnando il tutto da acqua o al massimo una coca cola. Loro, ben più esperti, portano tutti i tipi di condimenti e... fiumi fiumi fiumi di birra.

In città è assolutamente illegale bere fuori dai bar, ma nei parchi e in spiaggia è tutt'altra storia. Ovunque e a tutte le ore si trovano gruppi di ragazzi ubriachi.

In città organizzano festival ogni fine settimana, da quando siamo arrivati abbiamo partecipato al St. Kilda Festival, al famoso MOOMBA Festival, al Capodanno Cinese, alla notte bianca (che è ben diversa da quella in Italia, visto che tutti i negozi sono chiusi! E tutti si ritrovano in centro a bere, tanto per cambiare) e questo weekend c'è una festa greca in contemporanea con il Grand Prix di Formula 1.

Gli australiani

In giro di australiani veri e propri ne ho visti veramente pochi.
Una mia collega che vedo tutti i giorni non conta :)

A Melbourne (non so se è così anche per le altre città australiane) la maggior parte è di origine asiatica (cinesi, giapponesi e tanti tanti koreani). Il quartiere centrale più esteso è infatti Chinatown, dove non si trovano solo negozi di vestiti e ristoranti come a Milano... ma di tutto... dall'ottico... all'agenzia viaggi.

Per fortuna ci sono pochi italiani per le strade. Son tutti concentrati a Lygon Street, l'equivalente della Little Italy Newyorkese. Un lunghissimo viale... con un susseguirsi di ristoranti italiani.

Per ora ci siamo stati solo due volte, ma credetemi: basta e avanza.

Avrei ancora moltissimo da scrivere, ma quello che vive con me mi "pressa" per finire l'articolo e pubblicarlo. Mi prende in giro che c'ho messo sei giorni per scrivere un articolo, ma almeno ho la scusa che lavoro.

Quindi concludo il tutto con un: continuerò in un prossimo articolo! Seguiteci!

(Sono Cri: io non lavorerò, ma devo correggere gli articoli per renderli più avvincenti ahuahuauha)

scritto da Manu (Staff) il 13 marzo 2013 e letto 552 volte