Cri (Staff) • 11 settembre 2014

Disadattati italiani... all'estero

Eccomi qui, "attivato" dall'ennesima lettura / bestialità sul paese dei canguri. Giornalisti del mio stivale... ma la smettete di pubblicare e diffondere storielle Feisbucchiane!? Specialmente se tutto questo avviene su testate giornalistiche di un certo spessore.

Si leggono sempre più spesso dei veri e propri "drammi" che vanno davvero da un eccesso all'altro. E ci sta. Fa parte del grande gioco di internet imbattersi in notizie strampalate per lo più estrapolate da blog e social. In fondo chi scrive lo fa in maniera personale, talvolta per "marcare" la propria felicità o frustrazione del momento.

Ma un giornalista... teoricamente pagato per documentarsi (sbaglio?) perchè non si informa prima di dar spazio a fonti "imbarazzanti"? Ma ci rendiamo davvero conto degli esempi che vengono riportati? Cos'è il giornalino dell'oratorio? Per due minuti ho creduto di essere davvero su un gruppo di Facebook.

Ma poi, non è chiaro che il problema di fondo non è il paese di destinazione... ma le persone?

Scusatemi un attimo, ma secondo voi, una persona laureata in legge che pensa di trasferirsi all'estero... che sia Australia, Giappone o Jamaica... è normale che non pensi che le leggi siano diverse? E che pertanto la propria laurea vale come un due di scope?

Oppure un medico che non parla inglese, come può illudersi di trovare lavoro? Sempre il solito stupido esempio dei cinesi: voi andreste da un medico cinese che non parla la vostra lingua? E lo stesso vale per elettricisti, ragionieri, ecc... ragazzi non serve un master per capirlo.

Passi trequarti della tua giornata a scrivere minchiate su Facebook, ma perdere cinque minuti a cercare su internet se la tua professione è ricercata no? E' un'attività troppo avanzata?

Serve far tutto questo "cinema" per poi vittimizzare e piangersi addosso? Facendo magari passare il tutto come: "Ah che paese di merda, quello che avevo letto non è per niente vero". Perchè di questo stiamo parlando e queste frasi le sentiamo tutti i santi giorni. Ma almeno nel tuo racconto hai avuto la decenza e l'onesta di dire che tu, professione fotografo, ti sei dimenticato la macchina fotografica a casa? O è troppo imbarazzante persino per te?

Smettiamola di scrivere bene o male dell'Australia e dirottiamo l'articolo sulla stupidità dei singoli individui. Se una persona è in gamba, lo sarà in qualsiasi parte del mondo desideri andare. Non ho detto che sia facile, io stesso con quindici anni di esperienza alle spalle, ho iniziato lavorando come stagista, ma forse è proprio in certe situazioni che si scopre realmente quanto ci si crede nel proprio progetto e in se stessi. Ed è questo il momento di tirare fuori i coglioni. A parlare son bravi tutti. Non credete?

Dopo quasi due anni in terra straniera e centinaia di racconti ascoltati, posso distinguere con chiarezza due macro gruppi:

  • chi in Italia lavorava con un impiego rispettabile, senza raccomandazioni o figli di papà
  • chi in Italia arrancava alla giornata con lavoretti sporadici e/o disoccupati

In Australia, ma ripeto, secondo me come in qualsiasi altra parte del mondo, chi lavorava... qui non ha riscontrato e non riscontra grossi problemi. Ovviamente... chi non lavorava, qua fa davvero davvero, ma davvero fatica. Una pura e spietata coincidenza? Non credo proprio.

Il costo della vita australiana non aiuta, gli affitti sono decisamente più cari se paragonati a città come Milano, Roma o Firenze. Morale: se non si lavora, si rischia la fame. I soldi fan davvero presto a finire se non si han delle entrate fisse. Ma penso ovunque, amenochè non si abbia il papà che sponsorizza con bonifici mensili pur di tenerci lontani da casa.

A mio avviso, un buon 80% degli italiani va a "finire" a lavorare in nero o per pochi dollari all'ora. Un po' come i nostri cinesi in Italia. Ma ragazzi siamo onesti, prima con se stessi e poi con gli altri. Se non si conosce la lingua, non si sa fare nulla di quello che viene chiesto, ma che pretese avete scusa? A casa vostra assumereste un cinese che non parla italiano? Dovevate andare dall'altra parte del mondo per capirlo? Ma fino ad oggi, in Italia cos'avete fatto? Prendevate la disoccupazione a spese di chi lavora onestamente? Grazie.

Poi, per forza di conseguenza, questa grossa percentuale vive in case condivise con altri ragazzi nella stessa situazione che, con la menzogna di aiutarsi a vicenda, si truffano reciprocamente i quattro soldi dell'affitto. Abbiam ascoltato, dal vivo, testimonianze di persone che vivono in dodici in un appartamento, con letti d'emergenza nei corridoi... con delle tende a far da muri. A me questo sembra proprio un peggioramento di qualità di vita.

E non è tutto, queste stesse persone si vantano di rubare al supermercato usando le casse automatiche e dicendo con fierezza: "Se non c'è nessun controllo io rubo o passo tutti i prodotti dichiarandoli carote e quindi faccio la spesa con dieci dollari" (poi mettono lo scontrino su FB). Aparte che già questo di per se è gravissimo, ma poi con la stessa arroganza aggiungono: "Se le avessimo in Italia, il supermercato durerebbe una settimana". Ma scusa, ma da quale paesello di quattro case arrivi? Avevi almeno la corrente? Le casse automatiche le abbiamo anche noi... e anche da un bel po'. Ora capite che gente c'è? Capite il mio nervosismo?

In ogni caso, per tornare ai numeri, dal mio punto di vista, tale percentuale è così elevata in quanto questa "avventura" viene per lo più fatta da chi in Italia non ha nulla da perdere. Vedi i simpatici personaggi citati prima. La cosa triste è che portano il "peggio" di loro all'estero.

In fondo alzi la mano chi quest'oggi lascerebbe un lavoro a tempo indeterminato per andare incontro ad un futuro oltre oceano senza certezze. Ah perchè in Italia che certezze si hanno? Si alcune, ma meglio non dirle.

Ora... alla luce di tutto questo, ha ancora senso scrivere sull'Australia... o forse è meglio concentrarci sul livello medio dei giovani in Italia? A volte vorrei riportare su questo blog che razza di domande ci arrivano. Ho chiuso un forum per "salvare" dall'imbarazzo certa gente.

Seriamente, ho totalmente torto su quello che ho scritto? Non leggete la mia polemica con occhi "protettivi" o da genitore, ma semplicemente fatelo con realismo. In fondo ogni tanto uno schiaffone non guasta.

Ora fate una cosa: rileggete l'articolo di ieri sulla famosa testata... e vediamo se riuscite a vederlo sotto un nuovo punto di vista.

Dai, termino qui... quello che dovevo dire l'ho detto.
Sfogarmi... mi son sfogato... pertanto a voi le considerazioni.

Alla prossima
Cri

scritto da Cri (Staff) il 11 settembre 2014 e letto 17149 volte