Valentina Fogazzi • 09 gennaio 2014

Farm... Non sempre tutto negativo

Dopo svariate ricerche in internet e forum dove la maggior parte della gente si sfogava sulle pessime condizioni in cui vivevano nelle farm, ci sentivamo un po' demoralizzati. D'altra parte questi benedetti 88 giorni li dovevamo fare!

Su un sito di ricerca di lavoro ci è capitato di imbatterci in questa agenzia che offriva lavoro per il secondo visto Working Holiday Visa. Ovviamente queste agenzie che ti trovano lavoro e accomodation, non fanno niente gratuitamente.

L'iscrizione all'agenzia è di circa 100 dollari, l'attesa per la partenza verso la farm varia in base alla richiesta di lavoro. L'ostello non è dei più economici, una stanza varia dai 150/170 dollari a settimana, poiché oltre all'accomodation loro vi trovano il lavoro. Noi siamo partiti circa alla fine di settembre in piena stagione di raccolta delle arance, destinazione Waikerie, a circa 160 km da Adelaide, un posto dimenticato da Dio.

Arrivati sul posto scopriamo che l'ostello in realtà è un battello, l'unico in tutta Australia... cool! Io ho cominciato a lavorare dopo circa tre giorni, in una fabbrica per l'impacchettamento delle arance a circa 90km di distanza, la paga non era male 20/23 dollari all'ora quindi sono andata di corsa, il mio compagno invece ha iniziato subito alla raccolta delle arance. Ovviamente mi è stata data la possibilità di scegliere che tipo di lavoro volessi fare solo perchè quando siamo arrivati eravamo in piena stagione, infatti che alla fine di novembre ho iniziato anche io la raccolta.

Dalla mia piccola esperienza di "Orange Picker" posso dirvi che non è proprio un lavoro adatto a tutti, infatti molte persone mollavano dopo solo una settimana, sotto il sole 6/7 ore, con mosche e zanzare, per 20 dollari a bin lo so non è il massimo se pensate soprattutto che una persona che lavora velocemente riempie la bin in 2 ore.... quindi fate voi un po' di conti.

E' possibile accantonare qualche dollaro, ma solo se siete disposti a farvi il cosiddetto mazzo! Non è proprio un paradiso sveglia all'alba, gente che beve e fa casino, quando voi magari vorreste dormire, condivisione della cucina non sempre pulita.

Alla fine dei tre mesi ti senti finalmente libero però vi dirò che mi è persino dispiaciuto lasciare la barca, ho conosciuto tanta gente e anche se a volte è stata dura e mi sono sentita un po' persa, vi posso assicurare che è stata un'esperienza che mi ha cambiato, ha cambiato il mio carattere e il mio modo di vivere.

Valentina Fogazzi

scritto da Valentina Fogazzi il 09 gennaio 2014 e letto 20187 volte